I lavandin (coltivazioni di lavanda)
Da Torre Paponi a Torre
Paponi
Tempo di percorrenza: 3
ore
Dal parcheggio all’ingresso del paese si prende
la rampa carrabile in salita. Si raggiunge la piccola cappella di San
Bartolomeo (San Bertumè), nei pressi del cimitero e qui si abbandona
la strada carrabile asfaltata per prendere, sulla destra, un tratto
ben conservato della mulattiera ciottolata che portava a
Lingueglietta. All’altezza di un gruppo di massi ("rocca da Basura"1)
si riprende la strada carrabile, il cui fondo è ora sterrato (15
minuti da Torre Paponi). Proseguendo in salita si giunge ad un campo
di lavanda posto al ridosso del crinale (bella visuale sul mare e
Civezza). Si lascia la strada e si percorre in salita il crinale,
proseguendo il tracciato del metanodotto (pali gialli e rossi) fino ad
incrociare la strada di mezza costa che unisce Lingueglietta a
Boscomare (1 ora e 30 minuti). Sulle pendici del monte Casarazzi, a quota 450
s.l.m., la zona prende il nome di “Giu de
barche”2. Svoltando a destra si raggiunge Boscomare (2 ore). Si segue
la strada provinciale in discesa per un paio di chilometri, fino
all’innesto, segnalato sulla destra, con una interpoderale (2 ore e
30 minuti), con la quale, proseguendo in piano, si torna a Torre
Paponi (3 ore). Lungo la strada, passando per il bosco detto della
“freschetta”3, s’incontra la cappella del Calvario4.
1“rocca da Basura” o “da Basua”:
il nome vuol dire "delle streghe". Si narra che la mulattiera passasse
in mezzo a due rocce e che in tale punto una pazza vi si
recasse la notte a cantare.
2“Giu de barche” ovvero "il giro
delle barche": il nome è dovuto alla presenza di alcuni pinnacoli
uniti tra loro da pendici che somigliano a chiglie di barche.
3“freschetta”: indica "un luogo
ombroso".
4Cappella del Calvario: luogo
raggiunto dalla via crucis del venerdì santo.
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