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La memoria del
dolore |
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Torre Paponi, 16 Dicembre 1944
Il 16 Dicembre del 1944, Torre Paponi subì una spietata
rappresaglia nazifascista contro partigiani e civili. Alcuni
dei sopravvissuti alla tragedia preferiscono non ricordare,
ma abbiamo la testimonianza di una anziana signora che si è
subito resa disponibile a raccontare la sua esperienza,
anche se con tanta emozione. La mattina presto del 16
dicembre la lunga fila della colonna tedesca circondò il
paese, e senza motivo aprì il fuoco.
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Immediatamente i civili si rifugiarono in luoghi sicuri. I
tedeschi iniziarono a sfondare le porte ordinando di recarsi
in chiesa e la signora con i suoi familiari, presi come
ostaggi, obbedirono all'ordine. La porta della chiesa venne
spalancata violentemente e videro entrare il Vicario Don
Vittorio piegato dalle botte che gli avevano dato con l'accusa
di aver avvisato i partigiani con il suono delle campane.
Intanto i tedeschi appiccarono fuoco alle case e persino ai
libri antichi appartenenti alla famiglia dell'anziana signora.
Prosegue raccontando dell'uccisione brutale del Vicario e del
Parroco di Torre Paponi, i quali vennero arsi nel fuoco senza
pietà. |
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Poco dopo venne ucciso Matteo Temesio, un padre di famiglia di
38 anni. La stessa fine toccò alla zia della signora. Una
lapide ricorda il suo sacrificio e il dolore della madre che
morì di crepacuore. Il giorno successivo alla tragedia la
gente del paese era ancora chiusa in chiesa, quando si
aprirono le porte e furono liberati dai pompieri dell'UNPA. Le
ferite di questa tragedia non sono mai state rimarginate,
molte famiglie abbandonarono per sempre il paese per fuggire
al ricordo. Vi sono altre brevi testimonianze di quelle
persone che a quel tempo erano solo dei bambini, che ricordano
solo i loro piccoli nascondigli.
" Non si possono
dimenticare queste cose, ma a parlarne ci si sente male ".
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